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	<title>McVill &#187; TRAVEL</title>
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	<description>Viaggi, feste, cerimonie, galà, mostre, cene, questi sono i pianeti dell’universo McVill</description>
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		<title>TOLOSA LA CITTA’ ROSA…</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Mar 2014 00:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[andrea troisi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TRAVEL]]></category>
		<category><![CDATA[Bembergfondation]]></category>
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		<description><![CDATA[“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.” John Steinbeck Tolosa è chiamata “la città rosa ” perché interamente costruita in mattoni a vista, cui la luce e il sole del Sud regalano una calda tonalità dorata che conquista appena arrivati. Un fiume che si getta dentro l’Atlantico, un accesso<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/tolosa-la-citta-rosa/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.” John Steinbeck</b></p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/tolosa-rosa.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-291 alignleft" alt="tolosa rosa" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/tolosa-rosa-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Tolosa è chiamata “<strong>la città rosa </strong> ” perché interamente costruita in mattoni a vista, cui la luce e il sole del Sud regalano una calda tonalità dorata che conquista appena arrivati. Un fiume che si getta dentro l’Atlantico, un accesso facile al Mediterraneo, un cielo clemente, una terra fertile ecco cosa ha reso Tolosa la quarta città più popolosa del Paese dopo Parigi, Marsiglia e Lione.<span id="more-288"></span></p>
<p>Il nostro viaggio alla scoperta di Tolouse  comincia attraversando a piedi uno dei ponti costruiti sulla Garonne, ciò ci permette di ammirare la città da una prospettiva particolare.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3175.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-303 alignleft" alt="IMG_3175" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3175-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La prima tappa è la Fondazione Bemberg, ospitata nell’ Hôtel d&#8217;Assézat, uno splendido palazzo nobiliare eretto in forme rinascimentali fra il 1555 e il 1557.  La collezione raccolta da Georges Bemberg comprende opere d&#8217;arte (pittura, scultura, oggetti artistici) che spaziano dal Rinascimento al XX sec.: pittura veneta ( vedute di Canaletto), fiamminga, tedesca e olandese (Rogier Van der Weyden, Lucas Cranach, Pieter de Hooch), ritratti rinascimentali e, al piano superiore, la scuola francese del periodo a cavallo tra l&#8217;Ottocento ed il Novecento: Bonnard, Matisse, Gauguin, Monet, Vlaminck, Dufy.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3197.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-305 alignright" alt="IMG_3197" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3197-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Dopo questa immersione nell’arte passeggiamo per le strade della città visitando le numerose chiese tra cui meritano una segnalazione speciale il Convento dei Giacobini, un antico convento di frati Domenicani costruito tra il XIII e il XIV secolo in mattoni in stile gotico, unico nel suo genere a due navate, famoso per la volta del soffitto, conosciuta come “le palmier”, la palma per la sua caratteristica forma. In esso vi sono conservate le preziose spoglie del grande Dottore della Chiesa san Tommaso d&#8217;Aquino, la Basilica di Saint-Sernin, grande chiesa romanica costruita intorno all&#8217;XI secolo per accogliere le spoglie di San Saturnino e oggetto di molte visite da parte dei fedeli perché situata nel grande percorso di pellegrinaggio verso Santiago de Compostela in Spagna. Infine troviamo il principale luogo di culto cattolico di Tolosa, la cattedrale di Santo Stefano, sede del vescovo di Tolosa, che è monumento storico di Francia dal 1862.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3429.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-336 alignleft" alt="IMG_3429" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3429-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il grande edificio romanico è ricostruito in gran parte in stile gotico e rimasto incompiuto. Grandioso è il coro gotico, a tre navate e con deambulatorio a cappelle radiali, che mal si raccorda col primitivo piedicroce ancora romanico. Merita una sosta la scenografica place du Capitole, sede del Municipio, circondata con facciate di edifici in stile neoclassico del XVIII secolo dove si può visitare la Salle des Illustres, una lunga galleria con splendide pitture della Terza Repubblica.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3268.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-314 alignright" alt="IMG_3268" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3268-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Nella piazza, sotto le arcate decorate da Raymond Moretti, una sfilata di caffè storici, ampi specchi e poltroncine di velluto, offrono la miglior platea per osservare il passeggio, sorseggiando una bevanda calda o una buona birra belga. Fra questi, il Grand Café Albert o il Florida. Alla Pharmacie des Arcades si acquistano caramelle, sciroppi, saponi e cosmetici prodotti con la famosa violetta di Tolosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CARCASSONNE, IL FASCINO DELLA CITTA&#8217; CASTELLO</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 13:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[andrea troisi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TRAVEL]]></category>
		<category><![CDATA[carcassonne]]></category>
		<category><![CDATA[città castello]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<category><![CDATA[medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[torri]]></category>
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		<description><![CDATA[“Se vuoi essere migliore di noi, caro amico, viaggia.”  Johann Wolfgang Goethe Voglio cominciare la sezione dei viaggi parlando della città medievale di Carcassonne, un luogo dove il viaggiatore dimentica repentinamente le automobili, la folla delle vacanze e la fretta frenetica dei suoi contemporanei. Il tempo si cristallizza, il viaggiatore si spoglia degli abiti di<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/carcassonne-il-fascino-della-citta-castello/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3916.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-154" alt="IMG_3916" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_3916-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a></b></p>
<p><b>“Se vuoi essere migliore di noi, caro amico, viaggia.”  Johann Wolfgang Goethe</b></p>
<p>Voglio cominciare la sezione dei viaggi parlando della città medievale di Carcassonne, un luogo dove il viaggiatore dimentica repentinamente le automobili, la folla delle vacanze e la fretta frenetica dei suoi contemporanei.</p>
<p><span id="more-118"></span></p>
<p>Il tempo si cristallizza, il viaggiatore si spoglia degli abiti di turista e ritrova, naturalmente, lo spirito di quegli innumerevoli viandanti e cavalieri che percorrevano 7 o 8 secoli fa le strade polverose dei pellegrinaggi del commercio e della guerra. Abitato fin dall’antichità questo sito ha visto l’alternarsi di Galli, Romani, Visigoti, Saraceni e Franchi. Nel 1208 il Papa Innocenzo III proclama la crociata contro l’eresia catara. Carcassonne capitola il 15 agosto 1209. Nel 1226 la viscontea di Carcassonne viene annessa ai territori reali e diventa un siniscalcato. E’ in quest’ epoca che la cittadella assume l’aspetto di fortezza che conserva ancora oggi. Fino alla pace dei Pirenei nel 1659, Carcassonne è sentinella della frontiera tra Francia e Aragona. Nel XIX secolo l’architetto Viollet-le-Duc si occupa dei restauri della città, restituendole il suo aspetto medievale. “Restaurare una costruzione, ciò non è mantenerlo, ripararlo o rifarlo, è ristabilirlo in uno stato completo che può non essere mai esistito fino a quel momento”. Fa aggiungere alle torri dei tetti appuntiti rivestiti in ardesia ripristinando l’aspetto che la cittadella reale aveva alla metà del duecento. Dal 1997 è iscritta nel Patrimonio mondiale dell’ Unesco. Il viaggiatore vede le stesse mura dorate che vedevano il pastore quando conduceva il suo gregge verso il razès o la Montagna Nera, il canonico che si dirigeva, sul dorso della sua mula verso il vescovado, il cataro che volgeva i suoi passi verso il castello, complice di qualche signore favorevole ai predicatori eretici. Egli contempla queste torri e queste mura di cinta che echeggiano di frastuoni di battaglia, di nitriti, di sibili di dardi. Vede i cavalieri spuntare al galoppo dalle porte o i borghesi proscritti fuggire in camicia sui pendii pietrosi…</p>
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