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	<title>McVill &#187; ART</title>
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	<description>Viaggi, feste, cerimonie, galà, mostre, cene, questi sono i pianeti dell’universo McVill</description>
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		<title>Natura in posa, Interni di famiglia</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 17:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[andrea troisi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; NATURA IN POSA  Interni di famiglia Avete presenti quei film in cui un inventore, mezzo svitato, assembla una macchina in grado di riportare i protagonisti indietro nel tempo? Bene, Andrea Troisi, per niente svitato e anzi ben piantato nella realtà del suo tempo, ha escogitato qualcosa di simile, proiettando i suoi personaggi nella rarefatta<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/natura-in-posa-interni-di-famiglia/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/Invito-mostra-Natura-in-posa.jpg"><img class="size-medium wp-image-577 alignleft" alt="Natura in posa Interni di famiglia" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/Invito-mostra-Natura-in-posa-212x300.jpg" width="212" height="300" /></a>NATURA IN POSA</strong><strong> </strong></p>
<p><strong> Interni di famiglia</strong></p>
<p>Avete presenti quei film in cui un inventore, mezzo svitato, assembla una macchina in grado di riportare i protagonisti indietro nel tempo?<br />
Bene, Andrea Troisi, per niente svitato e anzi ben piantato nella realtà del suo tempo, ha escogitato qualcosa di simile, proiettando i suoi personaggi nella rarefatta dimensione della propria cultura umanistica, di appassionato studioso dell’arte.<br />
Dunque, non un cervellotico ed estemporaneo giochetto di prestigio, come in que<span style="line-height: 1.5em;">i film, ma la complessa operazione culturale di un pittore, volta a riannodare i fili di un percorso il cui prologo è impresso nella nostra fulgida storia.</span><a class="lightbox" style="line-height: 1.5em;" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1451.jpg"><img class="size-medium wp-image-585 alignright" alt="IMG_1451" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1451-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a></p>
<p>Questi esperimenti, riuscitissimi e coinvolgenti, hanno avuto per attori – cavie i componenti della sua paziente famiglia, ritrovatisi, come d’incanto, a soppiantare importanti personaggi del passato, immortalati dai più grandi artisti dell’epoca, come principi e signori, dignitari e munifici mecenati. Così, il padre Vincenzo si è sorpreso ad indossare le sfarzose vesti di “Enrico VIII” e Andrea, per l’occasione a gestire la colta tavolozza di Hans Holbein il Giovane; la madre Maria Luisa ad assumere le vesti sobriamente eleganti della “Dama con l’ermellino” di Leonardo, e lui a gestire spudoratamente lo sfumato del sommo; la sorella Cristina ad interpretare la “Dama con liocorno” di Raffaello. E cosa dire quando egli stesso si appropria, con arguta scelta, dell’identità di Albrecht Dὒrer, infilandosi senza ritegno nell’ “Autoritratto con guanti”?<br />
Semplicemente geniale, soprattutto per l’introspezione che lo conduce a quel pittore e non ad altri, un artista la cui personalità (un teutònico sensibile alle sirene neoplatoniche) ben gli si attaglia.<br />
L’operazione, però, non autorizza, nella maniera più assoluta, a ipotizzare la figura di un giovane introverso, involuto in una pseudo realtà di comodo, rifugio accogliente e ovattato nel quale azzardare simulazioni destinate a nascere e perire nell’arco di una fugace elucubrazione.<a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1485.jpg"><img class="size-medium wp-image-586 alignleft" alt="IMG_1485" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1485-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><br />
No, Andrea, che conosco da tempo, è un giovane colto e intelligente, spiritualmente dinamico, pienamente proiettato nella caotica cultura del suo tempo che, come tutti noi, domina e a volte subisce.<br />
I molteplici interessi che lo spingono, e che a volte lo travolgono, costituiscono la linfa necessaria a rigenerarne continuamente la vitalità. Difficile immaginarlo, anche solo per un tempo sufficientemente lungo, in un sol posto. Non è nel suo DNA: se c’è un corso di lezioni a Siena lui parte e va, se c’è una mostra di pittura a Parma o a Lucca o non so dove, lui riempie il borsone e via!<br />
Non so i suoi familiari quando e quanto riescono a vederlo, ma sono sicuro che ne apprezzano la poliedrica vivacità e ne sostengono gli slanci creativi.<a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1498.jpg"><img class="size-medium wp-image-589 alignleft" alt="IMG_1498" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1498-199x300.jpg" width="199" height="300" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1484.jpg"><img class="size-medium wp-image-587 alignright" alt="IMG_1484" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1484-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><br />
La caparbietà del carattere, la ferma convinzione nelle sue idee gli hanno permesso, nel tempo, di costruirsi una corazza che lo protegge dagli urti della vita.<br />
Ma ritornando alla sua intuizione pittorica, palese nella fruizione di questa mostra “Natura in posa, Interni di famiglia”, risulta subito evidente l’esemplificazione di quanto descritto sopra: per Troisi avventurarsi e cimentarsi nei meandri di quella complessa trama di tecniche e culture pittoriche che permeano il Rinascimento, è come aprire di soppiatto una porta e far capolino, con il piglio dissacrante, ma a suo modo deferente, dello studioso che rilegge un’epoca, i suoi interpreti, i cantori che l’hanno consacrata, attraverso l’occhio attento e disincantato dell’uomo contemporaneo.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-580 alignright" alt="" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2016/03/FullSizeRender-274x300.jpg" width="274" height="300" />Tutti gli elementi che definiscono il costume di quella società, vengono assunti, rivisitati e rielaborati alla luce di una schietta e sobria rilettura. La garbata ironia con la quale assegna ai propri familiari i copioni rispondenti alla sua sceneggiatura, non sminuisce l’assunto di una storia tanto radiosa, ma addirittura, paradossalmente, ne amplifica la portata, in quanto capace di aprirsi un varco anche nella complicata vita contemporanea.</p>
<p>I suoi dipinti potrebbero addirittura essere accompagnati da una colonna sonora sulla base di musiche rock o di “spirituals neri” o, perché no, di composizioni dodecafoniche, sostituendo, senza scalfirne il valore, il suono di ocarine e arpe, di flauti e viole. E anche quando assembla fotogrammi della quotidianità, come “Gatto sulla poltrona” o “Natura in po<span style="line-height: 1.5em;">sa” o “L’attesa, notte di Natale”, la collocazione scenografica rimanda inequivocabilmente allo stesso contesto storico in cui si muovono i suoi personaggi.</span></p>
<p>Dὒrer e Hans Holbein, Raffaello e Leonardo sono circuiti e bonariamente sbeffeggiati, non con l’intento di sminuirne il carisma bensì con l’amichevole deferenza di colui che ne ha percepito e assunto l’incomparabilità, la suprema unicità, la divina discendenza. E vuole entrare, con un affettuoso buffetto sulle guance, nelle loro grazie.<br />
<strong> Virginio Quarta</strong></p>
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		<title>Alma Tadema e i pittori dell&#8217;800 inglese, collezione Perez Simon</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2014 14:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[andrea troisi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino al 5 giugno il chiostro del Bramante ospita la mostra &#8220;Alma Tadema e i pittori dell&#8217; 800 inglese&#8221; con quadri provenienti dalla superba collezione di Simon Perez, un magnate messicano, braccio destro di Carlos Slim, citato per anni alle prime posizioni della classifica degli uomini più ricchi al mondo. La collezione, che vanta opere<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/alma-tadema-e-i-pittori-dell800-inglese-collezione-perez-simon/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5480.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-504 alignleft" alt="IMG_5480" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5480-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Fino al 5 giugno il chiostro del Bramante ospita la mostra &#8220;Alma Tadema e i pittori dell&#8217; 800 inglese&#8221; con quadri provenienti dalla superba collezione di Simon Perez, un magnate messicano, braccio destro di Carlos Slim, citato per anni alle prime posizioni della classifica degli uomini più ricchi al mondo.</p>
<p><span id="more-502"></span></p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5484.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-507 alignleft" alt="IMG_5484" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5484-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La collezione, che vanta opere che vanno dal Cinquecento ad oggi , è considerata la più importante dell&#8217; America Latina e raccoglie moltissimi quadri del cosiddetto Aesthetics Movement, al quale fanno capo i padri preraffaelliti e al quale fa da sfondo l&#8217;Inghilterra dell&#8217;età vittoriana.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5491.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-508 alignright" alt="IMG_5491" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5491-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Come dice la stessa parola &#8220;preraffaelliti&#8221;, essi  si ispiravano all&#8217;arte prima di Raffaello Sanzio in un chiaro intento antiaccademico, quale accademica e manierista era l&#8217;arte in voga durante la seconda metà dell&#8217; 800 inglese. Il capostipite della scuola fu  Dante Gabriel Rossetti ma altri esponenti furono Hughes, Waterhouse, Jones fino ad artisti  associati al movimento in senso più lato come ad esempio Alma Tadema.  La mostra esibisce i temi  dominanti di questa pittura: la donna, il mito della Grecia classica e della Roma imperiale, gli interni di case, nonché personaggi e miti medievali.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5499.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-509 alignleft" alt="IMG_5499" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5499-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La donna è rappresentata nella sua sensualità di femme fatale, bella e maledetta, bella senz&#8217;anima. Una cosa che mi ha molto colpito è proprio l&#8217;assenza di anima, di  empatia  che si crea nello spettatore dinanzi ai dipinti, cosa che di sicuro non rende le opere meno mirabili sul piano estetico dove, a mio avviso, si raggiungono alti livelli di perfezione formale.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5503.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-510 alignright" alt="IMG_5503" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5503-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Sono tele, quelle in mostra, che ruotano intorno alla mitologia (come la bellissima &#8220;Crenaia, la ninfa del torrente Dargle&#8221; di Leighton), al Medioevo e ai drammi shakespeariani, ma anche a scene di apparente quotidianità che si trasformano in quadri di enigmatica bellezza come &#8220;Una nube passa&#8221; di Arthur Hughes fino all’apoteosi della storia antica che diviene leggenda, come nel capolavoro di Alma Tadema &#8220;Le rose di Eliogabalo&#8221;.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5483.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-513 alignleft" alt="IMG_5483" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5483-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>IL DIPINTO E&#8217; STATO ALLESTITO AL TERMINE DELLA MOSTRA,  A SUGELLO DI UN PERCORSO ESPOSITIVO MOLTO VARIEGATO CHE TOCCA I PUNTI SALIENTI DELLA PARABOLA ARTISTICA DEI PITTORI PRERAFFAELLITI; AD ESSO E&#8217; STATA DEDICATA UN&#8217;INTERA SALA, POCO PRIMA DELL&#8217;USCITA, IMMERSA NEL BUIO ILLUMINATA SOLO DA UNA LUCE  CALDA CHE ACCENTUA ANCORA DI PIU&#8217; IL FASCINO MISTERIOSO DELL’OPERA, PONENDO L’ ENFASI SUL ROSA BRILLANTE DEI PETALI CHE IMMETTONO DIRETTAMENTE LO SPETTATORE IN UN&#8217;ATMOSFERA QUASI SOGNANTE DAL SAPORE ANTICO.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5500.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-514 alignright" alt="IMG_5500" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5500-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>ELIOGABALO FU UN IMPERATORE ROMANO DELLA DINASTIA DEI SEVERI, NOTO ALL&#8217;EPOCA PER IL SUO ECCENTRISMO E PER LE SUE BIZZARRIE E CHE A CAUSA DELLA SUA POLITICA RELIGIOSA E DEI SUOI ECCESSI SESSUALI FU MALVISTO DAL POPULUS ROMANUS, TANTO DA ESSERE ANCHE MARCHIATO DALLA DAMNATIO MEMORIAE. INSOMMA FU UN PERSONAGGIO MOLTO CONTROVERSO, QUASI DIMENTICATO NEL MEDIOEVO, MA CHE FU POI CONSACRATO AD EROE DECADENTE DURANTE IL ROMANTICISMO, PROPRIO PER IL SUO FASCINO MALEDETTO  E PER IL SUO CARATTERE DECISAMENTE VIZIOSO, OPPOSTO ALL&#8217;ETICA  BORGHESE DOMINANTE NELL&#8217;INGHILTERRA VITTORIANA.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5505.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-515 alignleft" alt="IMG_5505" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5505-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>IL DIPINTO NARRA L&#8217;EPISODIO IN CUI,  DURANTE UN BANCHETTO, ELIOGABALO BURLESCAMENTE FECE CADERE DAL SOFFITTO UNA MOLTITUDINE DI PETALI DI ROSE E VIOLE, CHE PER LA MOLE CAUSO&#8217; LA MORTE DI ALCUNI CONVITATI PER SOFFOCAMENTO. IL PUNTO DI VISTA DELLA RAFFIGURAZIONE E&#8217; DAL BASSO VERSO L&#8217;ALTO E IL VISITATORE SEMBRA PARTECIPARE DIRETTAMENTE ALLA SCENA DALLA PROSPETTIVA DEI CONVITATI, MENTRE IL PIANO DI ELIOGABALO E&#8217; SUPERIORE E QUESTO LO RENDE  UNO SPETTATORE PRIVILEGIATO DI UNO SHOW GROTTESCO, PERCHE&#8217; CONFUSO TRA  DIVERTIMENTO  E MORTE, CHE INDUCE  L&#8217;OSSERVATORE A DIVENIRE IMMMEDIATAMENTE EMPATICO NEI CONFRONTI DEGLI OSPITI OGGETTO DELLO SCHERZO.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5507.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-511 alignright" alt="IMG_5507" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/05/IMG_5507-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>L&#8217;OPERA E&#8217; SUBLIME, ALMA TADEMA E&#8217; RIUSCITO A RAPPRESENTARE QUALCOSA DI INTANGIBILE, LA GRAVITA&#8217; DEI PETALI DI ROSA CHE SEMBRANO QUASI ESSERE SOSPESI LI&#8217; NELL&#8217;ARIA: L&#8217;ESTREMA RAFFINATEZZA FORMALE, IL SAPORE DI EROS  E THANATOS CHE PERVADE L’OPERA NONCHE&#8217; IL RIFERIMENTO ALLA STORIA ANTICA E ALL&#8217;ICONOGRAFIA CLASSICA  EVIDENTE NELLA RAFFIGURAZIONE DEI PERSONAGGI , DELLE VESTI E DELL&#8217;ARCHITTETTURA DEGLI INTERNI, RENDONO IL DIPINTO  UNA PERFETTA SINTESI DI TUTTA L&#8217;ESTETICA DECADENTE E LO CONSACRANO A SUMMA DELL&#8217;ARTE PRERAFFAELITA.</strong></p>
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		<title>Secondo Convegno Nazionale FAI giovani, Saturnino a Villa dei Vescovi, Salone del mobile 2014, Klimt e Kandinsky</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2014 09:58:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi vi parlerò  del mio ultimo viaggio… La settimana scorsa sono tornato in Italia per partecipare al secondo Convegno Nazionale del FAI giovani- di cui io sono delegato responsabile per  quanto riguarda la sezione di Salerno-  che si è svolto a Padova. &#160; Ne ho approfittato per fare  una piacevole sosta a Milano dove, ospitato<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/secondo-convegno-nazionale-fai-giovani-salone-del-mobile-2014-klimt-e-kandinsky/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi parlerò  del mio ultimo viaggio…</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8639.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-444 alignleft" alt="IMG_8639" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8639-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La settimana scorsa sono tornato in Italia per partecipare al secondo <strong>Convegno Nazionale del FAI giovani</strong>- di cui io sono delegato responsabile per  quanto riguarda la sezione di Salerno-  che si è svolto a Padova.<span id="more-410"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8002.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-412 alignleft" alt="IMG_8002" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8002-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ne ho approfittato per fare  una piacevole sosta a Milano dove, ospitato da alcuni cari amici  quali Annarita, Gerardo e Matteo, ho visitato il <strong>Salone del Mobile di Milano 2014</strong>: sono rimasto veramente colpito da questa macchina capace di attirare oltre 300mila visitatori provenienti da 160 Paesi, dove è possibile percepire l’eccellenza del “made in Italy” e non solo; da segnalare  la mostra di punta al suo interno, allestita nel padiglione 9,<strong> “Dove vivono gli architetti”</strong>,</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8187.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-413 alignright" alt="IMG_8187" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8187-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>che racconta in esclusiva “le stanze” private di otto tra i più autorevoli esponenti del mondo dell’architettura internazionale: <strong>Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Studio Mumbai</strong>.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8154.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-414 alignleft" alt="IMG_8154" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8154-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Abbiamo ovviamente trascorso la serata “passeggiando” tra gli eventi e le installazioni del <strong>Fuori Salone</strong>.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8081.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-415" alt="IMG_8081" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8081-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8178.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-425" alt="IMG_8178" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8178-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Tornato a casa, fortunatamente, mi sono ricordato di prenotare la visita alla cappella degli Scrovegni  per l’indomani quando sarei dovuto essere a Padova.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8241.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-417 alignright" alt="IMG_8241" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8241-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Giunto lì, dopo aver lasciato i bagagli all’Hotel Galileo, dove ho condiviso la camera con la mia carissima amica Valeria responsabile del gruppo FAI giovani Torino conosciuta nel 2010 durante il Convegno Nazionale che si svolse a Napoli, sono sceso in città per percorrere l’itinerario che avevo già studiato, partendo proprio da quella che io annovererei tra le sette meraviglie del mondo moderno, la <strong>cappella degli Scrovegni</strong> stessa, dove il ciclo di<strong> Giotto</strong> costituisce il più alto capolavoro del pittore e della storia dell&#8217;arte occidentale, pari solamente alla Cappella Sistina di Michelangelo in Roma.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/capp_scrovegni.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-418 alignleft" alt="capp_scrovegni" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/capp_scrovegni-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Con quest&#8217;opera Giotto inizia una nuova era nella storia della pittura: ci troviamo di fronte alla nascita della prospettiva centrale e al superamento dell&#8217;astrazione formale della corrente bizantina allora dominante, egli infatti propone forme umane, più naturali e realistiche e per questo fu definito anche il primo pittore moderno. E’ stato davvero uno spettacolo mozzafiato&#8230;</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8246.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-419 alignright" alt="IMG_8246" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8246-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Proseguendo verso il centro della città, dopo una breve visita alla <strong>cappella Ovetari</strong>  per ammirare ciò che resta degli splendidi affreschi del <strong>Mantegna</strong>, distrutti quasi interamente da un bombardamento nel 1944, mi sono recato con la mia nuova amica Marica del FAI giovani Basilicata verso il centro della città dove abbiamo visitato il <strong>Palazzo del Bo’</strong> che devo dire essere stato davvero una bella scoperta: esso è sede storica dell’università di Padova e conserva il più antico <strong>teatro anatomico stabile</strong> al mondo oltre che alcuni siti storici come la trecentesca aula di medicina, la cattedra di legno dalla quale <strong>Galileo Galilei</strong> avrebbe insegnato matematica e fisica dal 1592 al 1610, l&#8217;Aula Magna con il prezioso soffitto affrescato dal Carlini nel 1854 e la parete di fondo con i seggi del Senato Accademico, ricostruita nel 1942 su disegni di<strong> Giò Ponti.</strong></p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8255.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-420" alt="IMG_8255" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8255-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8259.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-421" alt="IMG_8259" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8259-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/teatro-anatomico.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-422" alt="teatro anatomico" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/teatro-anatomico-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8274.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-423" alt="IMG_8274" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8274-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8270.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-427" alt="IMG_8270" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8270-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8280.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-430" alt="IMG_8280" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8280-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Degna di nota la statua di <strong>Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo</strong>, che ottenne la laurea in filosofia nel 1678, presso l’università Patavina.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8307.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-431" alt="IMG_8307" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8307-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8309.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-432" alt="IMG_8309" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8309-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8312.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-433" alt="IMG_8312" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8312-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Subito dopo aver attraversato le piazze dei Frutti e delle Erbe, dominate dal Palazzo della Ragione, mi sono recato verso il <strong>Prato della Valle</strong>, tra le più grandi piazze d’Europa ,caratterizzata da un’isola centrale a forma ellittica, l’isola Memmia, circondata da una canaletta in cui si affaccia un doppio anello di statue di personaggi illustri di Padova. Da qui ,risalendo via Belludi, si arriva alla <strong>Basilica di Sant’Antonio</strong> dove all’esterno ci accoglie Il monumento equestre al <strong>Gattamelata</strong>, una statua in bronzo di <strong>Donatello</strong>, situata in piazza del Santo a Padova.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8299.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-435" alt="IMG_8299" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8299-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8296.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-436" alt="IMG_8296" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8296-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8291.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-437" alt="IMG_8291" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8291-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>All’interno della Basilica sono conservate le spoglie di uno dei Santi più venerato al mondo.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8325.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-439 alignleft" alt="IMG_8325" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8325-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La serata si è conclusa in piazza della Frutta dove ho potuto gustare il vero street food patavino grazie alla scoperta de i <strong>folpari</strong>, i venditori ambulanti di folpi (la folperia di Max e Barbara) ovvero polpi e moscardini bolliti, del resto<strong> &#8220;un folpeto ancora caldo e un goto de bianco è un’accoppiata goduriosa che riscalda gargarozzo e anima.”</strong> Il sabato mattina sono cominciati i lavori congressuali, ospitati nella sede di economia dell’università di Padova.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8435.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-446 alignright" alt="IMG_8435" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8435-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Eravamo in 105 come giovani rappresentanti dei 55 gruppi giovani sparsi sulla penisola. Dopo i saluti del professore Cesare Dosi, Ordinario di Scienza delle Finanze ed Economia dell’Ambiente e di Giulio Muratori, Capo Delegazione FAI Padova, abbiamo ascoltato l’appassionato discorso del Vice Presidente Esecutivo FAI Marco Magnifico che ci ha fatto conoscere l’esempio brillante del National Trust Inglese e di come il FAI debba crescere ancora cercando di attrarre anche il pubblico dei centri commerciali. Dopo ci siamo divisi in 4 gruppi per seguire dei workshop formativi. Quello che ho scelto io trattava la comunicazione web e social network. Dopo la presentazione dei docenti prof. Marco Bettiol e della dott.ssa Valentina Pasolini abbiamo creato un progetto di promozione e comunicazione del FAI giovani volto ad aumentare il numero dei partecipanti alle iniziative del FAI giovani sul territorio.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8348.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-440" alt="IMG_8348" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8348-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8366.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-441" alt="IMG_8366" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8366-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8379.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-442" alt="IMG_8379" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8379-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Abbiamo trascorso la serata nella splendida <strong>Villa dei Vescovi</strong>, bene del FAI sui <strong>Colli Euganei</strong> a Luvigliano di Torreglia, edificata tra il 1535 e 1542 per conto della curia di Padova, allo scopo di dotare il proprio vescovo   di una sontuosa casa di villeggiatura. La direzione dei lavori fu affidata al veneziano Alvise Cornaro, che seguì il progetto del pittore-architetto veronese Giovanni Maria Falconetto. L’impronta iniziale della villa rappresentava lo stile classico romano, ovvero un edificio a pianta quadrata con logge e porticati e il compluvium centrale, l’apertura nel tetto da dove entrava la luce solare che illuminava di riflesso tutte le stanze adiacenti.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8448.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-447" alt="IMG_8448" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8448-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8474.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-448" alt="IMG_8474" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8474-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8476.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-449" alt="IMG_8476" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8476-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Nel ‘700 la struttura architettonica della villa fu modificata assumendo l’aspetto attuale: vennero inserite le scalinate esterne a est e ad ovest; fu chiuso l’impluvium, che rese possibile la realizzazione del salone centrale e il collegamento tra le due logge e venne aggiunta la barchessa. La Villa rimase proprietà della curia fino al 1962, quando venne acquistata da Vittorio Olcese e dall’allora consorte Giuliana Olcese de Cesare. Infine fu donata al FAI nel 2005 da Maria Teresa Valoti Olcese, seconda moglie di Vittorio Olcese e dal figlio Pierpaolo, proprio in memoria del marito e padre. Il FAI ha iniziato i lavori di restauro nel 2007, che si sono protratti fino alla riapertura della villa nel giugno 2011, restituendo al territorio e ai visitatori la meraviglia di questa icona di architettura civile italiana, completamente integrata nel paesaggio circostante.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8426.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-443 alignleft" alt="IMG_8426" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8426-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ospite della serata Saturnino Celani, meglio conosciuto come <strong>Saturnino</strong>, bassista, compositore e produttore discografico italiano, che ci ha raccontato come sia riuscito a realizzare il suo sogno cioè quello di dedicarsi esclusivamente alla musica e ci ha deliziato con una sua performance. L’indomani ultimo giorno di lavori, dopo un saluto della property manager di Villa dei Vescovi Silvia ferri e di Maria Camilla Bianchini d’Alberigo presidente FAI Veneto,<strong> il presidente del FAI Andrea Carandini</strong> ha tenuto un appassionato discorso in cui ci ha spronato alla precisione e alla continuità affermando tra le altre cose <strong>“Il nostro peggior nemico è la noia”</strong>.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8486.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-450 alignright" alt="IMG_8486" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8486-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Subito dopo Angelo Maramai direttore generale del FAI ci ha mostrato come i gruppi giovani siano cresciuti negli anni. <b>Ebbene quello che mi sento di dire, dopo questa magnifica esperienza, è che vedere tanti giovani innamorati del proprio patrimonio storico, artistico e naturale, pronti a coinvolgere altre persone e a fare di tutto per difenderlo, mi ha spinto a credere ancora nel futuro, in un futuro migliore in cui l’Italia capirà il valore del suo patrimonio e in cui noi giovani potremo lavorare e nutrirci di cultura…</b> un sentito ringraziamento al FAI, Fondo Ambiente Italiano  per la instancabile opera di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio. Invito chi ancora non fosse iscritto a farlo, del resto basta poco per salvare l’Italia… Ritornato a Milano sono andato a visitare e assaggiare <strong>Eataly Smeraldo</strong> nuovo store dedicato alla musica e alle eccellenze gastronomiche italiane. Il Teatro Smeraldo nasce a Milano nel 1942 e all&#8217;epoca è la sala più capiente del capoluogo lombardo. Di proprietà della famiglia Longoni fino al passaggio ad Eataly, il Teatro Smeraldo ha visto debuttare Mina, Celentano e la grande Josephine Baker.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8528.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-451" alt="IMG_8528" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8528-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8554.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-452" alt="IMG_8554" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8554-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8558.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-453" alt="IMG_8558" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8558-150x150.jpg" width="150" height="150" /><strong></strong></a></p>
<p>Il nome di Eataly nasce dalla fusione di due parole: EAT, cioè &#8216;mangiare&#8217; in inglese, e ITALY, Italia. Eataly infatti è mangiare Italiano, ma non soltanto cibo italiano. Quel modo tipicamente nostrano di stare a tavola è il prodotto della produzione agroalimentare dell&#8217;ottima cucina mediterranea, della cultura e della storia enogastronomica del nostro Paese, della &#8216;riproducibilità&#8217; dei molti piatti di origini povere, delle contaminazioni positive che la cucina italiana ha ricevuto da altri Paesi.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8584.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-454" alt="IMG_8584" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8584-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8580.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-455" alt="IMG_8580" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8580-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8588.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-456" alt="IMG_8588" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8588-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>L’ultimo giorno, il lunedì, ho visitato due magnifiche mostre allestite a Palazzo Reale, <strong>“Klimt alle origini di un mito &#8220; </strong>e <strong>“Kandinsky, la collezione del Centre Pompidou”</strong>. La  prima mostra indaga i rapporti familiari di Klimt, esplorando gli inizi della sua carriera alla Scuola di arti Applicate di Vienna, la sua grande passione per la musica ed il teatro e ci accompagna alla scoperta di un artista diventato mito attraverso alcuni dei capolavori più noti, da Adamo ed Eva al girasole, da Fuochi fatui a Salomè, con figure seducenti avvolte in decorazioni fittissime, luminosi mosaici di foglie d’oro e d’argento.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8597.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-457" alt="IMG_8597" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8597-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8604.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-458" alt="IMG_8604" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8604-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> <a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8609.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-459" alt="IMG_8609" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8609-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La mostra Vassily Kandinsky, La Collezione del Centre Pompidou, racconta  invece il viaggio artistico e mentale di uno dei padri dell’arte astratta attraverso tutte le tappe del suo percorso. Due conflitti mondiali, la scoperta freudiana della psiche e quella della divisibilità dell’atomo hanno rivoluzionato il mondo e  anche l’arte con Kandinsky vive la sua rivoluzione.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8618.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-460 alignright" alt="IMG_8618" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/04/IMG_8618-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Vi saluto con la citazione di uno dei più grandi maestri del’900:</p>
<p><b>“Andando molto in profondità, il blu sviluppa l’elemento della quiete”. V. Kandinsky  </b></p>
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		<title>XXII EDIZIONE DELLE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA, 2 GIORNI PER AMMIRARE L&#8217;ITALIA, 365 PER SALVARLA</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 10:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[andrea troisi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 22 e domenica 23 marzo 2014 tornano le Giornate FAI di Primavera, la storica manifestazione del FAI, giunta quest&#8217;anno alla sua ventiduesima edizione, che apre le porte di 750 luoghi splendidi: chiese, archivi storici, aree archeologiche, giardini, palazzi, torri, mulini e persino arsenali, carceri, ipogei, eremi e sedi dell&#8217;informazione. Un grande spettacolo di arte<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/xxii-edizione-delle-giornate-fai-di-primavera-2-giorni-per-ammirare-litalia-365-per-salvarla/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: 1.5em;">Sabato 22 e domenica 23 marzo 2014 tornano le Giornate FAI di Primavera, la storica manifestazione del FAI, giunta quest&#8217;anno alla sua ventiduesima edizione, che apre le porte di 750 luoghi splendidi: chiese, archivi storici, aree archeologiche, giardini, palazzi, torri, mulini e persino arsenali, carceri, ipogei, eremi e sedi dell&#8217;informazione.</span></p>
<p><span id="more-242"></span></p>
<p>Un grande spettacolo di arte e bellezza dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio culturale e ambientale italiano, che avrà come protagonisti centinaia di siti particolari, spesso inaccessibili e che eccezionalmente potranno essere ammirati dal pubblico durante il weekend delle Giornate FAI di Primavera.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_9328.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-244 alignleft" alt="IMG_9328" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_9328-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Quest&#8217;anno le Giornate FAI di Primavera sono dedicate all&#8217;imperatore Augusto nel secondo millenario della sua morte. Tra le 750 aperture in tutte le regioni d’Italia, 120 aperture racconteranno la sua storia.</p>
<p>Questo omaggio ad Augusto avrà al centro l’opera di rifondazione dello stato imperiale nei suoi vari aspetti evitando di ridurre un uomo politico poliedrico a un mero mecenate dell’arte. Una dedica all’uomo che ha segnato una pausa nella vorticosa espansione dell’Impero Romano, pausa che gli ha consentito di ristrutturarlo e di farlo rinascere. E Roma è diventata una grande capitale, posta al centro del cuore dell’Impero. La storia non sempre si ripete, ma da essa possiamo trarre ispirazione per la rinascita del nostro Paese.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/minori.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-245 alignleft" alt="minori" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/minori-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>A Salerno abbiamo la fortuna di avere un’apertura Augustea si tratta della Villa Marittima Romana di Minori.<br />
Il complesso archeologico scavato negli anni trenta è ancora oggi l&#8217;esempio meglio conservato dell&#8217;architettura residenziale di lusso che i rappresentanti dell&#8217;aristocrazia dell&#8217;alta borghesia romana costruirono, tra l&#8217;età augustea e l&#8217;età giulio-claudia lungo la costa amalfitana.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/MINORI_Villa-Romana_mosaico.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-247 alignright" alt="MINORI_Villa Romana_mosaico" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/MINORI_Villa-Romana_mosaico-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La villa sorgeva nel fondovalle della profonda insenatura del Reginna Minor. La costruzione adattandosi al pendio naturale si dispone su diversi livelli di terrazze. L&#8217;impianto rientra nella tipologia cosiddetta “compatta”, con articolazione assiale e con disposizione simmetrica degli ambienti e risponde ad un programma organicamente concepito, datato tra il 40 ed il 55 d.C., sulla base delle decorazione dipinte di tardo terzo stile e di quarto stile iniziale.</p>
<p>Modifiche sono state apportate agli ambienti di rappresentanza intorno alla metà del secolo I d.C. presumibilmente in età neroniana. Con l&#8217;eruzione del 79 d.C. la villa fu gravemente danneggiata e seppellita da piroclastiti per lo più incoerenti e di facile rimozione.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/augusto-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-249 alignleft" alt="augusto 1" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/augusto-1-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Non dimentichiamo che alle Scuderie del Quirinale si è da poco conclusa la mostra “Augusto” che ho avuto la fortuna di visitare, organizzata in occasione del bimillenario della morte dell&#8217;imperatore (19 agosto 14 d.C.), ha presentato le tappe della folgorante storia personale di Augusto in parallelo alla nascita di una nuova epoca storica.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_9332.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-250 alignright" alt="IMG_9332" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_9332-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Figlio adottivo e pronipote di Cesare, Augusto fu un personaggio dotato di un eccezionale carisma e intuito politico. Riuscì, laddove aveva fallito persino Cesare, a porre fine ai sanguinosi decenni di lotte interne che avevano consumato la Repubblica romana e a inaugurare una nuova stagione politica: l&#8217;Impero. Il suo principato, durato oltre quaranta anni, fu il più lungo che la storia di Roma avrebbe mai ricordato e l&#8217;Impero sotto di lui raggiunse la sua massima espansione estendendosi a tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia, al Maghreb, alla Grecia, alla Germania.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/augusto-prima-porta.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-251 alignleft" alt="augusto prima porta" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/augusto-prima-porta-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La fine delle guerre civili fu abilmente presentata quale epoca di pace, prosperità e abbondanza: divennero allora centrali concetti quali pax, pietas, concordia, cantati da poeti del calibro di Virgilio e Orazio, e da tutti gli intellettuali radunati nel circolo cosiddetto di Mecenate.</p>
<p>Come gli anni scorsi anche in questa edizione gli iscritti e chi si iscriverà durante le Giornate di Primavera potranno godere di visite e corsie esclusive, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un “privilegio”. Anche quest’anno il FAI propone in tutta Italia curiosità e itinerari culturali: aree archeologiche, percorsi naturalistici, borghi, giardini, chiese, musei, castelli che per due giorni saranno a disposizione di tutti i cittadini che desiderino visitarli, oltre a escursioni e biciclettate. Circa il 40% dei beni aperti sono fruibili da persone con disabilità fisica. I visitatori potranno avvalersi anche quest’anno di guide d’eccezione: saranno, infatti, oltre 22.000 gli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti che illustreranno aspetti storico-artistici dei monumenti.</p>
<p>I luoghi aperti a Salerno e in provincia sono: il Museo Archeologico provinciale, in particolare la Sezione Romana, a Minori la Villa Marittima Romana, il borgo di Villa Amena e la chiesa dei SS. Gennaro e Giuliano, a Sant&#8217;Angelo a Fasanella tutti i beni storici, artistici e naturalistici del luogo in particolare la Chiesa rupestre di san Michele Arcangelo.</p>
<p>Sarà possibile partecipare alle escursioni in Costiera Amalfitana: da Minori a Villa Amena &#8211; la Valle della Riola; da Maiori alla Villa Romana ed alle escursioni nel Vallo di Diano: da Ottati a Sant&#8217;Angelo a Fasanella.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita il sito: www.giornatefai.it</p>
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		<title>ALLA RICERCA DELLA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI  VETRO…</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2014 11:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[andrea troisi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ore 9.00. Incomincia qui alla stazione Tiburtina di Roma il  tanto atteso viaggio alla volta di  Bologna dove in via del tutto eccezionale viene esposta per la prima volta la tela di Vermeer dal titolo “La ragazza con l’orecchino di perla” suggerito dall’ orecchino la cui grande perla riflette la luce proveniente dall’alto. Chi non<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/alla-ricerca-della-ragazza-con-lorecchino-di-vetro/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ore 9.00. Incomincia qui alla stazione Tiburtina di Roma il  tanto atteso viaggio alla volta di  Bologna dove in via del tutto eccezionale viene esposta per la prima volta la tela di <b>Vermeer</b> dal titolo <strong>“La ragazza con l’orecchino di perla”</strong> suggerito dall’ orecchino la cui grande perla riflette la luce proveniente dall’alto. Chi non conosce questo capolavoro soprattutto dopo la celebrazione avvenuta nel 2000 con il film dal titolo omonimo nel cui cast figura da protagonista un’eterea Scarlett Johansson?</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/scarlett.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-230 alignright" alt="scarlett" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/scarlett-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-228"></span></p>
<p>L’opera è considerata un vero e proprio feticcio dell’arte alla stregua de La Gioconda di Leonardo e  della Venere di Botticelli.  A testimoniare la notorietà, oltre che l’affetto che il quadro suscita nel pubblico, è l’enorme quantità di visitatori che si sono recati alla mostra sin dal suo inizio, ne sono attesi circa 230 mila in 3 mesi.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_5620.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-231 alignleft" alt="IMG_5620" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_5620-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Quasi a segnare la tappa iniziale di questo cammino, una sorta di pellegrinaggio, che vede come meta ultima Palazzo Fava, dove è allestita la mostra che sarà aperta fino al 25 maggio, trovo, appena uscito dalla stazione, per terra, un po’ annerito dal calpestio, un&#8217; immagine segnaletica circolare adesa al suolo, effigiante la ragazza con l’orecchino, con  una freccia indicante la direzione del percorso da seguire per  giungere alla mostra.</p>
<div id="attachment_233" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/foto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-233 " alt="Ristorante teresina Specialità tipiche bolognesi" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/foto-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ristorante Teresina</p></div>
<p>Proseguendo per via Indipendenza, dopo qualche foto nella splendida Piazza Maggiore e una breve sosta culinaria all’appetitoso ristorante Teresina, dove assaggiamo delle ottime specialità bolognesi,  giungiamo al palazzo Fava, splendida sede espositiva della città di Bologna,  affrescato al piano nobile dai giovani Annibale, Agostino e Ludovico Carracci  definito da Roberto Longhi: “un romanzo storico, immaginato sulla grande pittura precedente” e capace di: “comunicare direttamente ad apertura, non di libro, ma di finestra.”</p>
<div id="attachment_238" style="width: 160px" class="wp-caption alignnone"><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_5586.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-238" alt="IMG_5586" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_5586-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo Fava</p></div>
<div id="attachment_232" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/rembrandt-uomo-anziano.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-232 " alt="rembrandt uomo anziano" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/rembrandt-uomo-anziano-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Rembrandt, Ritratto di uomo anziano,1667</p></div>
<p>L’evento coincide con la chiusura per rinnovamento ed ampliamento del Maurithsuis, il museo sito a l’Aia che espone permanentemente le opere quivi esibite… “The Golden Age: da Vermeer a Rembrandt” offre una carrellata di capolavori di pittori del calibro di Rembrandt  e Van Hals che resero celeberrima la pittura olandese del  XVII e XVIII secolo. Procedendo dalla prima sala dove sono esposti i ritratti degli statolders (governatori d’Olanda), “discendenti “ di quel Guglielmo D’Orange che si immolò per liberare le Fiandre settentrionali dalla dominazione spagnola, arriviamo nella seconda sala dove mi ha molto colpito il “Ritratto di anziano” di Rembrandt  per il suo realismo lontano da ogni retorica moraleggiante o da idealizzazione.</p>
<p>Una riflessione che mi giunge spontanea  osservando i quadri in mostra è come i pittori fiamminghi avessero una predilezione per il grottesco se non proprio per il brutto come brutta è la bambina nel dipinto “Bambina accanto al seggiolone” di Govert Flinck.</p>
<div id="attachment_234" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/bambina-accanto-al-seggiolone.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-234 " alt="bambina accanto al seggiolone" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/bambina-accanto-al-seggiolone-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Flinck, Bambina accanto al seggiolone, 1640</p></div>
<p>Attraverso le cinque sale arriviamo lì all’ultima, dove ad attenderci c’è lei, la regina dell’esposizione “La ragazza con l’orecchino di perla” di Vermeer il quale fu denominato la “sfinge di Delft” per l’enigmaticità della sua vita e del suo lavoro di cui poco si sapeva.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/sala-orecchino.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-235 alignleft" alt="sala orecchino" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/sala-orecchino-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p>L’allestimento ha voluto che l’opera fosse messa al centro di un’ampia sala immersa nella penombra, tanto che prima di entrarvi mi sono chiesto se non avessi commesso un errore nel percorso visto che pensavo si trattasse dell’uscita, e invece, appena inclino la testa per sbirciare i miei occhi indugiano sull’ossimoro ottico creato dal contrasto dei colori: il nero dello sfondo del quadro e il giallo luminoso del panno tenuto fermo dalla fascia azzurra che cinge la fronte della fanciulla. Ha le labbra  appena schiuse e guarda di sbieco, innocentemente, con sorpresa, lo spettatore che si sente quasi un intruso, come se ella si fosse  resa improvvisamente conto della sua presenza mentre era nell’atto di compiere qualcosa. Il fascino dell’opera,  a mio avviso,  oltre alla maestria della resa pittorica dei colori e dei giochi d’ombra, è proprio nell’aver immerso lo spettatore direttamente nel quadro, quasi che ci fosse  un continuum tra la dimensione di esso e quella della realtà. Il gioco di sguardi e il colloquio  che silenzioso  si instaura magicamente, unito all’assenza di  una caratterizzazione spaziale, colloca l’opera su di  un piano atemporale, proprio perché sempre attuale, di qui la sua unicità e l’assoluto valore artistico.</p>
<div id="attachment_237" style="width: 219px" class="wp-caption alignright"><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/ragazza-con-lorecchino-di-perla1.jpg"><img class="size-medium wp-image-237 " alt="ragazza con l'orecchino di perla" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/ragazza-con-lorecchino-di-perla1-209x300.jpg" width="209" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vermeer, Ragazza col turbante, o Ragazza con l&#8217;orecchino di perla, 1665 circa</p></div>
<p>Il soggetto, una fanciulla con copricapo costruito a guisa di un turbante turco, vestita con una giacca giallo verde dalla cucitura alta, propria dell’epoca, dipinta tra l’altro in modo sommario, pare non abbia nessun riferimento realistico a persone del tempo. Si tratta di un “tronie”, un sottogenere del ritratto, una sorta di studio in cui erano soliti cimentarsi  gli artisti dell’epoca per esercitarsi. I tronie  non avevano nessuna corrispondenza esplicita a persone reali e rappresentavano per lo più soggetti idealizzati, ovvero dei tipi umani. Tutto questo però, anche non volutamente, accresce ulteriormente il senso di enigmaticità del quadro. La forte empatia che crea nel pubblico quello che sarebbe quasi un divertissement artistico, riflette la genialità di Vermeer e ne esalta l’attitudine ad una pittura dai toni intimistici da cui scaturisce quasi il carattere di una confidenzialità sublimata.</p>
<p>Quasi a desacralizzare il mito della raffinatezza della ragazza dall’orecchino di perla, oltre alla mancanza di romantici riferimenti autobiografici, potrebbe essere lo stesso “gioiello” che dà il titolo all’ opera: la perla. Pare infatti che nell’Olanda del XVII secolo si usassero solo perle pregiate, ricavate da ostriche o altri molluschi, il che significa che una perla di tali dimensioni, quali quelle nel quadro, dovesse  essere molto costosa sicchè solo i ricchi potevano permettersele.  È quindi probabile che Vermeer abbia usato come modello una perla di vetro, come le tante che all’epoca giungevano da Venezia, e che venivano poi verniciate per ottenere una lucentezza attenuata.</p>
<p>Seppur smontata del suo esotismo dalla consapevolezza che il turbante  deriva dall’assemblaggio di un panno e di una stoffa  e sebbene spogliata dei suoi connotati aristocratici dalla scoperta che l’orecchino era di materia non preziosa<b>, la ragazza dall’orecchino di vetro vive fulgente e imperitura di una bellezza che non ha bisogno di  fronzoli esteriori bensì di un’innocenza di cui, forse, la stessa pulchritudo è solo pallido riflesso esteriore</b>.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_5571.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-236 alignright" alt="IMG_5571" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/IMG_5571-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p><b>INFORMAZIONI UTILI</b></p>
<p><a href="http://www.lineadombra.it/ragazza-con-orecchino/la-mostra" target="_blank"><b>La ragazza con l’orecchino di perla</b></a></p>
<p><a href="http://www.lineadombra.it/ragazza-con-orecchino/la-mostra" target="_blank"><b>Il mito della Golden Age</b></a><br />
<a href="http://www.lineadombra.it/ragazza-con-orecchino/la-mostra" target="_blank"><b>Da Vermeer a Rembrandt</b></a><br />
<a href="http://www.lineadombra.it/ragazza-con-orecchino/la-mostra" target="_blank"><b>Capolavori dal Mauritshuis</b></a></p>
<p><a href="http://www.genusbononiae.it/index.php?pag=300" target="_blank"><b>Bologna, Palazzo Fava</b></a><br />
<b>8 febbraio – 25 maggio 2014</b></p>
<p>Orari:<br />
da lunedì a giovedì: ore 9-20<br />
venerdì e domenica: ore 9-21<br />
sabato: ore 9-22</p>
<p>Biglietti:<br />
Biglietti con prenotazione<br />
Intero € 13,00<br />
Ridotto € 10,00: studenti universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni<br />
Ridotto € 7,00: minorenni (6-17 anni)</p>
<p>Biglietto integrato per privati comprendente ingresso alla mostra + ingresso alle sedi del circuito museale Genus Bononiae:<br />
intero € 18,00<br />
ridotto € 15,00 (riservato a persone con più di 65 anni)<br />
per i minorenni l’ingresso nel circuito museale di Genus Bononiae è gratuito</p>
<p>Biglietti senza prenotazione (acquistabili solo in mostra)<br />
Intero € 12,00<br />
Ridotto € 9,00: studenti universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni<br />
Ridotto € 6,00: minorenni (6-17 anni)<br />
Sconto € 2 sul biglietto integrato del circuito museale Genus Bononiae per coloro che presenteranno il titolo di accesso alla mostra La ragazza con l’orecchino di perla<br />
per i minorenni l’ingresso nel circuito museale di Genus Bononiae è gratuito</p>
<p>Informazioni:<br />
Tel: 0422 429999<br />
Fax: 0422 308272<br />
biglietto@lineadombra.it</p>
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		<title>LA  GRANDE  BELLEZZA……..DI LUPITA NYONG’O</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Mar 2014 15:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ART]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[la grande bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sorrentino]]></category>

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		<description><![CDATA[Si e’ conclusa da meno di due settimane la tanto attesa notte degli Oscar 2014. Quale miglior modo per inaugurare il mio blog che, come ho ricordato nell’intro, è chiaramente ispirato alla bellezza, se non citando il titolo del film made in Italy più chiacchierato dell’anno che ha definitivamente trionfato al Dolby theatre di Los<br /><a class="moretag" href="https://www.mcvill.it/la-grande-bellezza-di-lupita-nyongo/">Continua a leggere...</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si e’ conclusa da meno di due settimane la tanto attesa notte degli Oscar 2014. Quale miglior modo per inaugurare il mio blog che, come ho ricordato nell’intro, è chiaramente ispirato alla bellezza, se non citando il titolo del film made in Italy più chiacchierato dell’anno che ha definitivamente trionfato al Dolby theatre di Los Angeles, inserendosi quindi nell’Olimpo dei film che hanno reso grande e celebre la storia del cinema italiano?</p>
<p><span id="more-43"></span></p>
<p>“La grande bellezza”, un titolo altisonante , ampio ( forse per l’abbondare di vocali aperte) che racchiudeva già in sé i fasti del successo che avrebbe avuto e che ultimamente sui social networks è stato grossolanamente sdoganato, venendo citato nelle espressioni più prosaiche, accostato spesso ad immagini a dir poco triviali se confrontati con la solennità del sostantivo, risultandone quindi banalizzato oltre che involgarito. Del resto proprio Sorrentino pare che abbia usato il titolo in maniera forse quasi antifrastica se si riflette sull’uso smodato e del tutto discutibile e discusso che il regista ha fatto della figura retorica dell’ironia nel dipingere il quadretto grottesco. A me storico dell’arte piace dire “ensoriano” &#8211; di una Roma decadente, ben sintetizzato nell’incipit del film dalla scena del party trash capitolino. In realtà focus del mio primo articolo è un’altra grande bellezza, più concreta, più umana, alla quale meno si addicono gli aggettivi di decadente o grottesco, bensì quelli di affascinante, promettente, talentuosa, per usar un termine anglosassone che mi piace tanto “ astonishing”: sto parlando di Lupita Nyong’o che ha galvanizzato l’opinione pubblica per la sua magistrale interpretazione in “ 12 anni schiavo” che le è valsa l’Oscar per la migliore attrice non protagonista. Di questa giovane donna di appena trent’anni hanno colpito me come il resto del mondo la semplicità, l’eleganza non costruita, l’intelligenza, il sapore di spontaneità nonché la sua innocente bellezza; alla notte degli Oscar era fulgente in quell’abito azzurrino da principessa firmato Prada, con una scollatura profonda che metteva in evidenza il corpo atletico, perché no androgino, che faceva da pendant al taglio corto, anch’esso mascolino, della chioma scura cinta da un cerchietto gioiello che a sua volta, in una geometria quasi chiastica, si armonizzava delicatamente con il suo viso angelico.</p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/lupita-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-79 alignleft" alt="lupita 1" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/lupita-1-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;">Sembrava quasi divertita nel far svolazzare i drappi di quell’ abito azzurro pastello, scanalato a guisa del chitone delle sculture greche arcaiche di Hera, che tanto metteva in risalto la carnagione scura quella stessa carnagione scura che a lungo ha rappresentato per lei una cicatrice deturpante: sono ben lontani i tempi in cui, come ha confessato al momento della premiazione all’evento organizzato dalla rivista afroamericana Essence, la piccola Lupita prima di dormire pregava Dio affinchè il giorno seguente la facesse risvegliare bianca, visto che per lei essere bianca significava poter essere bella, alla stregua di tutte le favolose modelle attrici , rigorosamente bianche, che erano protagoniste nelle pubblicità televisive. Che ironica è la vita! Dal Kenya al red carpet più ambito del mondo!! Ma ciò che mi ha impressionato di più e che pare abbia intenerito anche un titano dello showbiz quale Oprah Winfrey è lo speech che la stessa Lupita ha tenuto all’evento sopra citato ”Black women in Hollywood” dove ha vinto il Best Breakthough Performance Award, in cui si è lasciata andare ad un appassionato e toccante discorso sulla bellezza proprio partendo da quel concetto di “black beauty” che per lungo tempo è sembrato essere un’antitesi. Mi piace condividere con voi alcuni passi per me significativi del discorso: ”la bellezza non è una cosa che puoi comprare o consumare, ma è solo una cosa che tu devi essere. La vera bellezza è l’empatia verso te stesso e la gente che ti circonda. Quel tipo di bellezza ti incanta il cuore e infiamma il tuo animo… La vera bellezza è quella dentro ognuno di noi, e quella bellezza non ha tinte.”</span></p>
<p><a class="lightbox" href="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/foto-3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-80 alignright" alt="foto (3)" src="http://www.mcvill.it/wp-content/uploads/2014/03/foto-3-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span style="line-height: 1.5em;"> Che queste parole possano indurre voi tutti alla riflessione, alla ricerca di quel bello che non può essere &#8211; dico io – solo estetico se non sotteso da un bello interiore, morale: i Greci avevano intuito questo molto presto e avevano fatto del principio della kalokagathia un ideale supremo della loro filosofia. Quest’anno si è parlato tanto di bellezza , a partire dai giornali, i media , passando per Fabio Fazio nella prima serata del festival di Sanremo fino ad arrivare agli Oscar, Sorrentino e Lupita, quasi ad esprimere un’esigenza diffusa e disperata di una catarsi che possa riscattarci dalle brutture e i vizi del mondo odierno in cui ci troviamo a vivere.</span></p>
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